L´odore dell´India – La interiorización de la casta

Photo – Carla Coulson

«Tra l´India castale e il suo lider educato a Cambridge, la differenza è talvolta addirittura un abisso. Eppure, eppure… anche nella pignoleria legalitaria de Nehru, nella sua cavillosa e quasi maniaca difesa del sistema parlamentare, c´è qualcosa di quella codificazione paralizzante che è tipica di tutti gli indiani. Si sente che la grammatica parlamentare britannica è stata assimilata da una persona che aveva altre abitudini grammaticali. Infatti, chi è autoctono alla propria grammatica è capace, se è necessario, di trasgressioni, di eccezioni e di innovazioni anche scandalose, che sono però la vita di quella sua grammatica istituzionale: mentre chi a tale grammatica è alloglotta, non oserà mai affrontare trasgressioni né tentare innovazioni. La sua obbedienza alla normatività sarà pedissequa, magari fino al sublime, come mi sembra in Nehru. È per questo che, visitando l´India, provavo verso il suo leader, peraltro adorabile, non pochi moti di rabbia…

Lo stesso rispetto per la normatività e la litote hanno i giornali indiani: ma quessti talvolta fino al ridicolo : i quotidiani di Bombay e di Calcutta, cioè di due inferni, sembrano quelli di Zurigo o Bellinzona.

[…] La tradizione castale è un cancero sparso e radicato in tuti i tessuti dell´India. Nehru ha il prestigio per poterne tentare con la forza l´estirpazione: a meno che anch´egli non si ricordi un po´troppo di essere un bramino.

[…]

La sua testa è venuta a trovarsi molto più in basso della mia, e le mani tese a raccogliere la moneta erano all´altezza della sua fronte. Queste mani poi, erano riunite a scodella : perché io potessi gettarvi dentro la moneta senza toccarle. Era un intoccabilie: vecchio, e perciò manteneva le vecchie abitudine. Ora l´intoccabilità è stata di nome abolita: di fatto non ancora. Non riesco a togliermi di dosso l´appiccicaticcia immagine di quel povero vecchio che aveva fatto della propria intoccabilità una abitudine così muta, umile, assoluta. Dall´India si torna grondanti, bagnati, sporchi di pietà.»

p. 85, Garzanti, Milano, 2009
Foto de Carla Loves Photography
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